Più che un piatto, un'esperienza. Più che una ricetta, una poesia. Il risotto alla lavanda è un risotto tra i più classici, preparato con un soffritto leggerissimo e portato a cottura con un brodo vegetale delicato, senza sapori spiccanti, in modo da non modificare l'aroma floreale. La magia si compie con il tocco finale: la mantecatura con un burro aromatizzato con dei fiori freschi appena raccolti di lavanda officinale (circa due fiori a testa, più un fiore per guarnire). I fiori, raccolti in un posto che conoscete essere senza inquinamento, vanno ben lavati e poi messi in un pentolino con un poco di burro. Si scalda bene, senza friggere, e poi si spegne la fiamma attendendo la cottura del risotto; l'olio essenziale si scioglierà nel grasso che quindi porterà tutto il profumo nel nostro piatto. Da gustare con tutti e cinque i sensi.
Un olio essenziale (OE) è una sostanza fragrante estratta dalle piante , di solito mediante distillazione in corrente di vapore, e costituita da una miscela di sostanze volatili. Contrariamente a ciò che il loro nome fa pensare, gli OE non sono "oleolsi", ma sono comunque poco idrosolubili. Si sciolgono invece bene nell'alcol e nei grassi e hanno una densità minore rispetto all'acqua (per cui ci galleggiano sopra). L'OE di lavanda è costituito da più di 100 molecole diverse; pur considerando una sola delle tantissime specie esistenti, la Lavandula angustifolia , troviamo una composizione chimica molto variabile soprattutto in funzione dell'area geografica nella quale la pianta viene coltivata. Le molecole maggiormente rappresentate sono l' acetato di linalile e il linalolo , corredate da decine di molecole secondarie che ne determinano il carattere aromatico e le proprietà. La migliore qualità di OE di L. angustifolia ,come a molti è noto, deriva dall...